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SO. di PO. - Solidarietà di Polizia -
Sindacato del personale della Polizia di Stato
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Per intima convinzione dei suoi fondatori e per previsione statutaria, è un sindacato apolitico e aconfessionale che si propone di difendere gli interessi economici ed ordinamentali degli operatori di Polizia, di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei poliziotti e di contribuire, con la forza delle idee e dei programmi, a migliorare l'organizzazione del "sistema sicurezza" attraverso la valorizzazione delle risorse umane e una nuova formula di cooperazione tra le diverse forze di Polizia operanti sul territorio.
Dal marzo 1991, il SO. DI PO. ha sottoscritto un protocollo d'intesa con la Federation Syndacaliste FORCE OUVRIERE de la POLICE NATIONALE francese, con la quale ha avviato un proficuo scambio di idee in ordine ai problemi della sicurezza e ad una maggiore interazione dei diversi organismi rappresentativi delle Forze di Polizia europee, al fine di creare un unico fronte sindacale europeo in grado di fornire adeguate risposte ai complessi problemi che riguardano la "sicurezza nel villaggio globale" e i diritti dei lavoratori di polizia in ambito europeo.

Ieri

Il SO. DI PO. nasce formalmente a Roma il 18 settembre 1985 in un contesto sindacale fortemente segnato da un dualismo siulp - sap, che non era stato in grado di fare accogliere le istanze che provenivano soprattutto dai ruoli degli Agenti, Assistenti e Sovrintendenti che recriminavano un'attenzione verso i loro problemi retributivi e di carriera fino ad allora del tutto negata.
Sarà infatti proprio un gruppo di Sottufficiali del disciolto Corpo delle Guardie di P.S.( nel frattempo inquadrati nelle diverse qualifiche del ruolo dei Sovrintendenti) ad avviare il cammino verso una Polizia migliore, "…in cui la dignità non avesse gradi….". Già in quegli anni si attendeva che il riscatto morale e materiale di una categoria - che pagava in prima persona il prezzo elevatissimo di una guerra contro il terrorismo e una criminalità organizza ta che seminavano lutti e terrore - passasse attraverso la previsione di una progressione di carriera che avrebbe dovuto consentire una fisiologica evoluzione professionale del poliziotto dalla qualifica di Agente a quelle sovraordinate degli Ispettori e dei Commissari, e il riconoscimento di una retribuzione proporzionata alla delicatezza e pericolosità delle funzioni esercitate. Erano anni di faticose lotte per l'emancipazione dei poliziotti che, a fatica, tentavano di affermarsi come lavoratori depositari non solo di doveri che rappresentavano il retaggio della trascorsa "militarità", ma anche di diritti che saranno riconosciuti solo dopo molti anni e solo in parte. Una categoria più di altre tentò di scuotere le coscienze dei colleghi.
Fu infatti un nutrito gruppo di ex marescialli e brigadieri che, all'interno del famoso cinema teatro Iovinelli di Roma, quando ancora le libertà sindacali erano appena abbozzate e ogni sussulto di dignità veniva fatto oggetto di attenta valutazione da parte delle gerarchie dell'Amministrazione della P.S. per le immancabili rappresaglie che non mancheranno di raggiungere i sindacalisti più attivi, decide di dare vita al sindacato "Solidarietà di Polizia". Il tema fondamentale intorno al quale girava l'attivismo di quegli uomini era rappresentato dal riconoscimento del valore e della professionalità dei poliziotti, ai quali dovevano essere garantiti i giusti riconoscimenti economici e di carriera che, purtroppo, non sono ancora stati raggiunti appieno, nonché il diritto di sciopero.
Dopo la formale costituzione del 1985, il SO. DI PO. costituisce insieme al Lisipo la Federazione Sindacale di Polizia (F.S.P.). Alla base del processo di federazione vi sono evidenti ragioni di comunione d'intenti e il comune desiderio di perseguire interessi strategici, tra i quali quello di progettare un "ritrovato" e "rinnovato" fronte sindacale all'interno del quale le diversità rappresentassero un "valore aggiunto" e la base di partenza per la formazione di un organismo sempre più rappresentativo degli interessi dei lavoratori di Polizia.
Sin dalla sua costituzione il SO. DI PO. ha lottato duramente per affermare i diritti dei poliziotti, giungendo anche a non firmare il 3° contratto di lavoro che, per l'esiguità delle risorse destinate agli aumenti contrattuali e l'assenza di un quadro normativo che definisse finalmente il diritto ad un'equa progressione di carriera, risulterà fortemente umiliante per l'intera categoria.
Erano gli anni in cui il Sottosegretario alla Funzione Pubblica onorevole Remo Gaspari, nel silenzio di un'aula ammutolita dirà che "..per il vostro contratto non c'è neppure una lira in più…".
Gli anni '90 saranno segnati da un iper attivismo che si snoda su grandi temi quali il contrasto di una criminalità organizzata che semina orrore, annienta il tessuto connettivo della nostra società e rende asfittica la nostra economia soprattutto al sud, e una grave crisi interna alle Forze di Polizia per effetto della nota sentenza della Corte Costituzionale che, riconoscendo la sovra ordinazione dei sottufficiali dei carabinieri rispetto ai sovrintendenti della Polizia di Stato, aprirà la strada ad una contrapposizione di interessi corporativi sfociata in un riordino ( 1° settembre 1995) che non ha soddisfatto le aspettative di una parte della categoria dei poliziotti.
continua --->
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